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Thursday 23rd of February 2012

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Sviluppo-competenze

 

 

 

 

 

 

 

 

Per avere successo in tutti gli ambiti della vita sociale e professionale, non è sufficiente disporre di un elevato Quoziente Intellettivo o essere abili da un punto di vista tecnico, occorre anche poter disporre di quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva. Quest'ultima, si fonda su due tipi di competenza, una personale connessa al modo in cui controlliamo noi stessi ed una sociale legata al modo in cui gestiamo le relazioni sociali con gli altri. Attualmente, oltre alle conoscenze tecniche specifiche del settore nel quale si opera, le aziende richiedono competenze sociali (responsabilità, cooperazione, disponibilità), metodiche-riflessive ( metodo di lavoro, capacità decisionali, flessibilità), personali (motivazione, consapevolezza, padronanza di sé). Essere competenti o agire con competenza, significa quindi essere in grado di far fronte a situazioni complesse, mobilitando e fondendo in maniera pertinente una grande quantità di risorse personali, sociali oltre che a risorse di tipo tecnico specialistico.

"Pretendere di affermare che una competenza è misurabile è tutto da dimostrare, riconoscerla è diverso" (Prof. Piergiorgio Reggio, Conferenza Reflect Lugano 2007).

Identificare e valutare competenze presuppone un lavoro complesso. Infatti per individuare se una persona è competente possiamo focalizzarci su due aspetti diversi:

  • esaminare se l'individuo ha le caratteristiche personali da cui dipende una prestazione professionale di buon livello (risorse personali);
  • osservare l'individuo mentre svolge determinati compiti lavorativi e verificare se riesce a svolgerli secondo parametri-obiettivi ottimali predefiniti (prestazione).

Il metodo più semplice per identificare molte risorse utili all'agire competente (conoscenze e capacità tecniche) è l'analisi del percorso formativo e professionale. Per identificare le capacità trasversali si fa riferimento invece alla descrizione da parte dell'individuo di episodi lavorativi o di vita. In generale si valuta per:

  • formare;
  • rendere consapevoli le risorse del proprio livello di competenza permettendo loro di svilupparla;
  • certificare e dare una qualifica;
  • selezionare in vista di un obiettivo.

Se in generale "L'atto valutativo può essenzialmente definirsi come una assegnazione di senso-valore ad un determinato evento o processo" ( "Didattica generale", C. Borello, Bompiani 1996) quando si vogliono valutare le competenze, occorre rifarsi a situazioni complesse reali in cui si attivano le diverse capacità e risorse necessarie per raggiungere un obiettivo. È pertanto necessario elaborare strumenti di valutazione multi-prospettici che tengano conto dei vari elementi su cui si fonda la competenza.

Come segnalato nella citazione iniziale, di fatto una competenza non è misurabile, ma può essere "riconosciuta" prendendo in considerazione tutta una serie di tracce che manifestano la presenza delle risorse attivare per l'agire competente. La valutazione delle competenze è allora un'attività che coniuga contemporaneamente capacità di analisi e di sintesi da parte di chi osserva, come ad esempio quando riconosciamo una fisionomia: attraverso l'analisi e la contemporanea sintesi di una serie di elementi somatici riusciamo a identificare un soggetto come conosciuto o non conosciuto. Allo stesso modo, quando vogliamo dettagliare gli elementi (le risorse) che concorrono in una competenza, di fatto facciamo un'operazione di rilevamento di "tracce", di elementi che ci segnalano la presenza o meno di talune conoscenze, abilità metodologiche o caratteristiche personali. La valutazione delle competenze necessita inoltre di un'attività di riflessione-autoriflessione e analisi del processo messo in atto per la ricerca di "tracce" del percorso effettuato, che narrano l'evolversi ed il divenire della competenza stessa. 

Considerando, con Guy le Boterf, che la competenza si fonda su tre assi di azione:

  • quello delle risorse (posso agire)
  • quello della riflessività (voglio agire-fare)  
  • quello delle prestazioni (so agire) 

per ognuno di questi assi è necessario individuare dei metodi e strumenti di valutazione specifici.